DM53: Mozione della Provincia contro il Decreto
giovedì 31 dicembre 2009
Volentieri pubblichiamo il comunicato stampa del 18 dicembre e la mozione del 31 dicembre 2009 della Provincia di Firenze per la modifica delle norme per il riconoscimento della qualifica di restauratore. La mozione segue quella della Regione del 10 novembre 2009.
Comunicato stampa del 18 dicembre 2009
RESTAURATORE, ORA LA QUALIFICA È A RISCHIO LA PROVINCIA CONTRO I PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO
Il Presidente Barducci: “Si rischia di perdere la forza lavoro qualificata”. Una mozione del Pd presentata dalla consigliera Sara Biagiotti chiede al Ministero la sospensione delle prescrizioni e l’apertura di un tavolo con gli operatori del settore per modificare le norme. Il Governo vara un quadro normativo che rischia di cancellare in un solo colpo una intera generazione di restauratori, e così la Provincia di Firenze si attiva per chiedere la sospensione dei provvedimenti decisi dal Ministero per i Beni e le Attività culturali. Questo, in sintesi, il significato di una mozione che è stata presentata dalla consigliera provinciale Sara Biagiotti (Pd) e che sarà discussa dall’assemblea Consiliare di Palazzo Medici Riccardi.
Il documento posto all’attenzione dei consiglieri ha già raccolto l’assenso del Presidente della Provincia: “Per effetto delle nuove norme che rendono difficoltoso il riconoscimento della qualifica – ha commentato Andrea Barducci - migliaia di lavoratori verrebbero esclusi dalla possibilità di accesso al titolo. In questo modo si rischia di disperdere la forza lavoro professionalmente qualificata che opera nel difficile settore del restauro. Un’attività essenziale per la tutela del grande patrimonio artistico culturale che è presente nella nostra Provincia”.
“Da parte degli operatori del settore delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali – spiega Sara Biagiotti - si lamenta l’incongruità e l’incoerenza delle prescrizioni relative alla qualifica di restauratore da cui sarebbero escluse molte società e molti lavoratori che, pur avendo nel concreto operato nel campo del restauro, non potrebbero accedere nemmeno alle prove di idoneità”. I provvedimenti emanati dal Governo – viene spiegato nella mozione all’esame del Consiglio Provinciale - distinguono varie tipologie di accesso alla qualifica di restauratore, richiedendo l’attestazione di periodi di attività di restauro tramite certificazioni introdotte solo recentemente dal legislatore e quindi non adatte ad attestare il lavoro compiuto e le professionalità acquisite nel corso del tempo, sia per coloro che abbiano svolto l’attività di restauro da più di dieci anni che per coloro che svolgono l’attività dal 2001 in poi. “Per questo motivo – afferma Sara Biagiotti – chiediamo al Presidente della Provincia e alla Giunta di operare nei confronti del Governo e in tutte le sede istituzionali, per la sospensione dell’applicazione di tali provvedimenti, affinché sia avviato un tavolo di confronto con gli operatori del settore al fine di creare un quadro normativo capace di integrare insieme le esigenze di qualificazione, professionalità e tutela dell’occupazione”.
18/12/2009
Provincia di Firenze
OGGETTO: Mozione “per la modifica delle norme per il riconoscimento della qualifica di restauratore”.
IL CONSIGLIO PROVINCIALE
VISTO che l’attuazione delle previsioni contenute nell’art. 182 del Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42/2004) è stata compiuta con il Decreto del Ministero per i Beni e le Attività culturali del 30 marzo 2009 n.53 e che, successivamente, i D.M. 26 maggio 2009 n.86 e D.M. 26 maggio 2009 n.87, la circolare Min. B.C. del 12 agosto 2009 n.35, il documento “linee guida applicative del segretariato generale del Ministero dei Beni Culturali sempre del 12 agosto 2009, hanno varato norme attuative relative allo status di restauratore e di collaboratore;
CONSIDERATO che tali disposizioni disegnano un quadro normativo che rende difficoltoso il riconoscimento della qualifica di restauratore, distinguendo varie tipologie di accesso ad essa e richiedendo l’attestazione di periodi di attività di restauro tramite certificazioni introdotte solo recentemente dal legislatore e quindi non adatte ad attestare il lavoro compiuto e le professionalità acquisite nel corso del tempo, sia per coloro che abbiano svolto l’attività di restauro da più di 10 anni che per coloro che svolgono l’attività dal 2001 in poi;
CONSIDERATO che per effetto delle nuove norme alcune migliaia di lavoratori verrebbero esclusi dalla possibilità di accesso al titolo, depauperando la forza lavoro, oggi attiva nel settore, professionalmente qualificata e portatrice di saperi che meritano tutela e valorizzazione, cancellando così in un colpo solo un'intera generazione di restauratori;
RILEVATO che da parte degli operatori del settore, delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali, si lamenta l’incongruità e l’incoerenza delle prescrizioni relative alla qualifica di restauratore da cui sarebbero escluse molte società e molti lavoratori che, pur avendo nel concreto operato nel campo del restauro, non potrebbero accedere nemmeno alle prove di idoneità;
RILEVATO che, nelle scorse settimane, sono state presentate sul tema alcune interrogazioni al Governo da parte dei parlamentari toscani e che gli stessi restauratori, anche in Toscana, hanno attivato alcune forme di protesta al fine di portare all’attenzione delle Istituzioni e dell’opinione pubblica tale situazione;
RITENUTO che la professione di restauratore costituisce un patrimonio di sapere e di eccellenza inestimabile, che garantisce all'Italia uno stabile primato mondiale nell'attività di restauro, conservazione e tutela del patrimonio storico-artistico, non solo nazionale, e rappresenta inoltre uno dei cardini della trasmissione della tradizione e del saper fare tipico degli antichi mestieri;
RITENUTO che, per il grande patrimonio artistico culturale presente nella nostra Provincia, il depauperamento del settore del restauro potrebbe portare un significativo nocumento qualitativo alle attività di conservazione di tali beni, per il presente e per il futuro;
CONSIDERATA
la necessità, per tutti questi motivi, di intervenire affinché siano evitate gravi conseguenze sociali ed il rischio di paralisi del settore;
IL CONSIGLIO PROVINCIALE
IMPEGNA
il Presidente della Provincia e la Giunta ad operare nei confronti del Governo e in tutte le sede istituzionali, per la sospensione dell’applicazione di tali provvedimenti e affinché, parimenti, vi sia l’apertura immediata di un tavolo di confronto con gli operatori del settore, al fine di creare, tramite modifiche ai provvedimenti richiamati in premessa, un quadro normativo capace di integrare insieme le esigenze di qualificazione, professionalità e tutela dell’occupazione nel settore.
INVITA
il Presidente del Consiglio Provinciale a trasmettere la presente mozione al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato, alle associazioni di categoria e alle organizzazioni sindacali competenti del territorio.
La Consigliera
Sara Biagiotti
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